Dove sta scritto che devo lavorare in vacanza?

Quest’anno per noi è stata un’estate un po’ particolare. Abbiamo avuto casini vari con le ferie del papà e alla fine la permanenza in città si è prolungata più del dovuto. Pazienza, siamo comunque sopravvissuti all’afa, alla stanchezza, agli spazi chiusi e all’aria condizionata. Finalmente domani iniziano le vacanze anche per noi e vista le stranezze che ci sono capitate quest’anno, siamo passati dall’andare a Bali, e poi in Portogallo e poi in Spagna e alla fine, ci siamo detti ok, stiamo in Italia, e siamo finiti in Abruzzo.

Non è tuttavia la nostra destinazione l’oggetto di questo articolo, mentre lo è la scelta di vacanza che abbiamo deciso di sperimentare con Elia (del resto è solo la seconda estate che è con noi!).

In effetti, lo scorso anno, Elia era davvero molto piccolo, aveva circa 3 mesi. Eravamo talmente provati e stanchi che scegliemmo (per la prima volta in vita nostra) la classica vacanza familiare e cioè l’appartamento (al mare). Perché del resto, pensammo, se tutti lo fanno, sarà la soluzione migliore.

Mi dicevano, vedrai è così comodo, vedrai per i bambini è il top, vedrai avrai meno difficoltà perché è come essere a casa. Ecco, per l’appunto, il problema è proprio questo. Io in vacanza non mi voglio sentire a casa né voglio fare quello che faccio a casa, cioè fare spesa, cucinare, fare lavatrici, pulire, lavare piatti (perché figurati se trovi la casa con la lavastoviglie). Questa per me non è vacanza, è stare a casa da un’altra parte. E se devo passare le mie giornate di ferie a “lavorare” invece che godermele al mare con mio figlio e mio marito, allora me ne sto a casa mia che almeno ho tutte le comodità.

Detto questo, quest’anno proviamo un’altra strada, l’hotel superattrezzato, dove non pretendo di riposarmi perché bisognerà scorrazzare dietro ad Elia ma anche dove non dovrò preoccuparmi di altre rotture di palle, perché a tutto il resto ci penserà qualcun altro. Vi farò sapere come andrà (magari sarà un disastro o una fantastica scoperta) ma francamente questa soluzione la sento, la sentiamo, molto più nostra.

Certo, la vacanza con i bimbi un bel po’ di compromessi li richiede, e va bene così, ma è anche vero che la vacanza, almeno per come la vedo io, non deve essere un lavoro. Immagino che starete pensando, eh ma l’hotel costa….certo costa ma non è che le case al mare in agosto te le tirano dietro gratis!

Concludendo. Figli o non figli e nei limiti del possibile, ciascuno è giusto scelga il tipo di vacanza che fa star meglio. Se ci sente più a proprio agio in appartamento o in hotel, ok in entrambi i casi.  Ma non fate l’errore che ho fatto io. Non scegliete la soluzione più comune solo perché “è normale fare così”.  Non si va in vacanza tutti i mesi e quindi godetevela al meglio che potete (se potete!)

Buone vacanza a tutti!!!

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