Bring me to Paris for dinner!

Il week end del 16 giugno è stato quello del nostro sesto anniversario di matrimonio.

Mio marito ha deciso di organizzare una sorpresa speciale, visto che l’anno precedente, per diversi motivi, non siamo riusciti a festeggiare come avremmo voluto il nostro primo quinto anno da sposati.

Non avevo idea di dove fosse il luogo della sorpresa, ero riuscita soltanto a capire che probabilmente saremmo andati a Parigi, e che avrei dovuto mettere in valigia un vestito molto elegante.

Quindi, dopo il nostro arrivo, un crôque al volo, e una breve passeggiata per la città, siamo andati in albergo per agghindarci a dovere.

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Torda pronta per la serata, nella hall del nostro albergo, Le Tsuba Hotel

Abbiamo chiamato un taxi, e dopo dieci minuti siamo arrivati a destinazione. Mi sono sentita come Cenerentola quando il concierge mi ha porto la mano per aiutarmi a scendere dall’auto, dopo avermi aperto la porta, e una volta realizzato dove ci trovavamo, sono letteralmente rimasta senza parole.

Eravamo nella sala da pranzo del Peninsula Hotel, uno dei più straordinari e lussuosi alberghi di Parigi, espressione per eccellenza della Haute Couture e dell’elegante savoir-faire francese.

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La sala da pranzo del Peninsula Hotel

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La hall del Peninsula Hotel

Dopo essere rimasta per qualche secondo con la bocca aperta ad ammirare quella sala degna di un palazzo reale, siamo passati oltre, abbiamo attraversato parte di un corridoio allo stesso modo chic, e siamo arrivati davanti ad un ascensore.

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Il corridoio che porta all’ascensore

Mio marito ha schiacciato il tasto numero sei, e…puff! Magia! Non potevo credere ai miei occhi quando le porte si sono aperte, ero davanti ad una finestra attraverso cui si vedeva la Tour Eiffel, e solo qualche secondo dopo ho realizzato che mi trovavo in un ristorante su un rooftop, e che ROOFTOP!

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La vista all’ingresso del ristorante

Come dice il sito stesso, l’Oiseau Blanc è uno dei più raffinati e singolari ristoranti di Parigi (al sesto piano del Peninsula Hotel, per l’appunto), dedicato all’omonimo aereo che nel 1927, guidato da Charles Nungesser e François Coli, tentò di attraversare l’Atlantico partendo da Le Bourget, ma ahimè, non arrivò mai a destinazione.

L’Oiseau Blanc aveva un arredamento del tutto ispirato al tema aeronautico, tanto che sul tetto, di fianco al ristorante, c’era una riproduzione a grandezza naturale dell’aereo stesso. Le sedute di pelle marrone, con le cuciture verticali, e le vetrate, bombate verso l’esterno, scandite da cornici di metallo, ogni elemento dava l’impressione di trovarsi all’interno di una cabina di pilotaggio. Il tutto amplificato dalla luce che entrava dal soffitto, anche questo di vetro.

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Il nostro tavolo…con vista

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