8×365 – Le storie degli altri, pt2

Oggi non è successo assolutamente nulla che fosse degno di nota. Anche questo, a modo suo, è degno di nota però, o sbaglio? Ci sono giornate piatte, che scorrono lente, in cui gli eventi si susseguono uno dopo l’altro senza che nulla di particolarmente interessante accada. Giornate come queste tendono a deprimermi, come se il mio umore si appiattisse allineandosi al resto. Oggi non succedeva nulla a me, quindi ho pensato che forse qualcosa da raccontare era successo, agli altri.

Mentre lavoro, osservo le persone passarmi davanti. Mi piace immaginare cosa li abbia portati qui, quale storia si cela dietro i loro passi, per quale motivo sembrano stanchi, tristi o felici.
C’è una coppia che viene quasi tutte le settimane. Hanno più di settant’anni e alloggiano in hotel per vedere i nipoti durante il weekend. Nonostante stiano insieme da così tanti anni, lui la tiene sempre per mano quando varcano la porta della hall. Lei esce a fumare, mentre lui porta i bagagli in camera, rifiutando il nostro aiuto.

C’è un signore che attraversa la hall sempre di fretta, al rientro dal lavoro. Le scarpe ticchettano al ritmo nervoso dei suoi passi, mentre il suo unico saluto è un frettoloso cenno col capo. Perché è così di corsa? Chi lo attende dall’altro capo del telefono, così importante da non poter sforare di un secondo l’appuntamento?

Un altro ospite esce tutte le sere alle sette, si siede sul muretto di pietra davanti all’ingresso e videochiama sua figlia. Il suo sguardo si illumina mentre le parla e il suo broncio svanisce immediatamente, lasciando spazio a una nota di dolcezza negli occhi.

Una ragazza giovane lavora spesso al computer, si siede sempre allo stesso tavolo, rivolta verso la vetrata, con lo stesso caffè doppio accanto e le stesse cuffiette nelle orecchie, per isolarsi dal mondo.

Quando a me non accade nulla, mi piace osservare gli altri, le abitudini, i piccoli gesti, quel bisogno di sicurezza che li porta a ripetere le stesse azioni come un mantra. Siamo esseri abitudinari in fondo, siamo mutevoli ma legati alle nostre piccole tradizioni personali, ai nostri rituali, a quei gesti banali che fi fanno stare bene anche in giornate piatte come questa.

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